Materiali naturali o artificiali per edilizia? Cosa sapere

materiali naturali

I consigli della geobiologia e della bioarchitettura nella scelta dei materiali edili per la casa

I materiali utilizzati per la costruzione sono molto importanti. In generale per una casa sana sono da preferire i materiali naturali. Bisogna comunque dire che “naturale” non sempre vuol dire che non possa recare dei problemi. I materiali impiegati nell’edilizia possono infatti rilasciare le sostanze nocive e tossiche utilizzate nella loro produzione o per il loro trattamento, come formaldeide o biocidi. Alcuni materiali possono emettere radon, come alcuni graniti o tufi di origine vulcanica, altri possono emettere radioattività dovuta a contaminazioni: esistono vari materiali da costruzione derivati da scorie d’altoforno o dalle lavorazioni dell’alluminio e quindi radioattivi, quali i mattoni di fanghi rossi, cementi d’altoforno e derivati, (piastrelle ecc.), lana minerale di scorie, pomice artificiale, sabbia di scorie, gesso chimico.

Diamo di seguito alcune indicazioni sui più comuni materiali naturali e artificiali impiegati nel campo dell’edilizia:

  1. Legno. Il legno è in assoluto il materiale più sano, consigliato per le strutture portanti e non, per l’arredamento, per i pavimenti e i rivestimenti. È un materiale molto elastico, è un buon isolante, filtra i gas nocivi, non scherma le radiazioni elettromagnetiche naturali, assorbe l’umidità in eccesso dall’ambiente e la rilascia quando l’aria è secca.La tradizione antica ricorda che il legno andrebbe utilizzato secondo le giuste “polarità”: la posizione dell’albero, con le radici verso la terra e la chioma verso il cielo, andrebbe rispettata anche quando il tronco è stato ridotto in tavole e travi. Nelle costruzioni il polo positivo andrebbe sempre rivolto verso l’alto oppure verso est o verso nord. Una volta tale polarità era riconosciuta al tatto da mani esperte, oggi può venire riconosciuta tramite tecniche radiestesiche.Questo accorgimento non viene più tenuto in considerazione ma si ritrova ancora applicato in alcuni edifici sacri. Molto spesso le qualità positive del legno vengono messe a rischio dai trattamenti che il materiale normalmente deve subire nei processi di lavorazione industriale. L’eccessiva tendenza di trattare e proteggere il legno ha dato luogo a una serie di prodotti patinati, plastificati, vetrificati a tal punto da perdere tutte le positività iniziali caratteristiche del materiale allo stato naturale. Sovente il legno viene trattato per limitare la possibilità che venga attaccato e danneggiato dai parassiti. Per ovviare a questo inconveniente sarebbe opportuno seguire delle semplici regole durante le varie fasi di lavorazione dal taglio alla stagionatura. In passato le tecniche tradizionali di protezione consistevano in genere in impregnazioni con essenze anti-parassitarie prodotte dalla corteccia o dalle foglie della pianta stessa e da finiture vegetali. La produzione attuale utilizza invece trattamenti aggressivi. Il legname viene spesso impregnato di sostanze protettive che, una volta assorbite, vengono rilasciate per lungo tempo.

    Queste sostanze sono per l’uomo molto velenose e costituiscono una delle principali cause di presenza di pesticidi nel sangue. Molte sono cancerogene o letali in caso di forte intossicazione. Per evitare questi inconvenienti occorre saper scegliere il legname adatto ad ogni impiego in modo da non doverlo trattare. Per le strutture portanti si sceglieranno essenze di Larice, Pino, Castagno e Quercia che contengono già allo stato naturale delle sostanze (fenolo, tannini, oleosine) capaci di proteggere il legno dai parassiti. Se proprio è necessario trattare il legno è possibile farlo con prodotti meno aggressivi o addirittura naturali (una lucidatura regolare e periodica con cera d’api mantiene sano il legno, l’uso di oli vegetali, come per esempio l’olio di lino, conservano giovane il legno). In sostituzione delle laccature sintetiche esistono oggi buone vernici bioecologiche prive di derivati del petrolio.

  2. Bambù. Molto usato in Oriente, è da poco riconosciuto anche in Occidente. Le prove sul materiale hanno dimostrato notevoli capacità di resistenza a trazione. Ha caratteristiche di durezza pari a quelle dell’acciaio. Sopporta un peso doppio rispetto a quello sopportato dal cemento. Per tutte queste caratteristiche il bambù è molto adatto per impieghi strutturali. Inoltre l’estrema flessibilità lo rende adatto per costruzioni antisismiche.
  3. Laterizio. Viene realizzato dalla cottura dell’argilla e viene considerato un materiale con ottime caratteristiche biologiche. Se fabbricato con argilla di buona qualità e senza componenti di dubbia provenienza, è esente da emissioni nocive. Non presenta radioattività, è traspirante, igroscopico, con una buona capacità di assorbire l’umidità e di asciugare velocemente.
  4. Calce. La sua elevata alcalinità determina alla calce proprietà disinfettanti, antibatteriche ed antimuffa. Traspirante, ad alta inerzia termica, la calce è un materiale dalle ottime caratteristiche biologiche ed estetiche.
  5. Cemento e calcestruzzo. Sono materiali indispensabili e, nell’edilizia contemporanea, ormai insostituibili. Di questi materiali è comunque evidente un uso eccessivo che provoca alcuni danni, tenendo inoltre conto del fatto che, molto spesso, per il calcestruzzo, vengono utilizzate scorie di altoforno in sostituzione della ghiaia.
    Questo procedimento porta all’emissione di sostanze molto nocive. D’altro canto l’uomo aggiunge al cemento additivi organici fin dai tempi più antichi (i romani vi mescolavano sangue animale). Attualmente per rendere più plastico il materiale e migliorarne le prestazioni sono impiegati additivi di tipo sintetico che contribuiscono all’inquinamento interno rilasciando naftalene, melammina, sulfonati, formaldeide[1], polimeri acrilici e vinilici, biocidi, resini epossidiche, siliche e siliconi. Purtroppo la produzione del materiale con prodotti riciclati non è regolata da norme e vi è quindi un serio rischio di emissione di sostanze volatili e di radioattività. Un noto esempio è costituito dall’alum shale, un particolare tipo di cemento contenente scisti alluminosi, molto usato in Svezia, caratterizzato da una forte emissività: se usato come materiale dominante di una costruzione, la concentrazione di radon nei locali può diventare altamente a rischio. Un altro inconveniente de cemento armato è che causa una schermatura nei confronti dei campi elettromagnetici naturali. Le strutture in cemento armato, a causa dell’intelaiatura metallica, determinano l’effetto a “gabbia di Faraday”, che consiste in un isolamento elettrico tra l’interno e l’esterno degli ambienti.
    Il risultato è un persistente inquinamento elettrico (le cariche elettriche generate artificialmente all’interno non riescono a disperdersi verso l’esterno) ed alterazione del campo elettromagnetico naturale (che resta escluso). Secondo la geobiologia soggiornare a lungo in campi artificialmente schermati può causare disturbi analoghi a quelli che si hanno dormendo sui punti perturbati. Le manifestazioni principali sono generalmente irritabilità, insonnia, stanchezza, depressione, malessere generale, gonfiore, dolori muscolari ecc. Il cemento e i materiali tipo l’asfalto tendono a bloccare anche onde positive necessarie per la nostra salute quali le “onde di Schumann”. Tali onde, che prendono il nome anche di risonanza di Schumann, sono vibrazioni generate da un CEM pulsante tra la ionosfera e la terra del valore medio di 10 Hz. Questo campo ha la funzione di orologio biologico che contribuisce ad organizzare tutte le attività della vita.
    Essendo come frequenza della stessa unità di misura di quella dell’uomo si può dedurre l’importanza di tali onde per la nostra vita.
  6. Materiali lapidei. Comprendono marmi, graniti, pietre e sassi. Possono creare dei problemi in quanto alcune rocce possono avere nella loro composizione elementi radioattivi le cui concentrazioni possono essere insignificanti oppure molto pericolose. Non è facile dare delle indicazioni molto chiare in quanto la concentrazione di sostanze nocive varia in base a diversi fattori e principalmente in relazione al luogo di provenienza del materiale ed alla stratificazione della roccia.
  7. Linoleum. Fa parte dei materiali per le rifiniture. Il nome del prodotto deriva dall’olio di semi di lino (l’ingrediente principale dell’impasto) che viene sottoposto ad un processo di lavorazione con resine di origine naturale. Nella composizione si usano anche farina di sughero, farina di legno e pigmenti sbiancanti e coloranti. Il linoleum è un materiale idoneo per realizzare un rivestimento: è esente da esalazioni nocive, isolante, elastico, facilmente pulibile, resistente e di costi contenuti.La continua ossidazione dell’olio di lino gli conferisce la capacità di contrastare la formazione di un batterio[2] che contamina spesso gli spazi interni. Anche in questo caso, per conservare le buone proprietà del materiale, occorre preferire un prodotto non trattato da pellicole di tipo poliuretanico.
  8. La moquette. E’ un materiale vivamente sconsigliato dagli esperti della bioarchitettura, in quanto costituisce un ricettacolo di polvere e di acari danneggiando in particolar modo le persone sensibili ed allergiche. La difficoltà nel mantenere il materiale pulito crea facilmente ristagni di umidità alla base del pavimento con conseguente proliferazione di muffe e microrganismi. Altro elemento molto importante è che, la moquette, essendo un materiale sintetico determina inoltre una forte elettrostaticità dell’aria. Studi effettuati hanno dimostrato che  camminare sulla moquette, per effetto dell’attrito, crea un elevato campo magnetico. In questo caso, il materiale, può caricarsi fino a 5000 volt. Nell’ambiente viene quindi a crearsi un forte campo elettrico di intensità molto superiore a quella naturale e di carica opposta. Una persona esposta per diverso tempo potrà avvertire disturbi tra cui formicolii, sensazione di gonfiore alle gambe, nervosismo ed irascibilità. Il movimento degli ioni all’interno del corpo risulterà alterato. Ulteriore inconveniente di questo materiale è che, poiché i corpi carichi dello stesso segno si respingono, i peluzzi della moquette vengono espulsi in aria insieme al pulviscolo e ai vari batteri presenti. La sua superficie “soffice” assorbe facilmente gli agenti inquinanti dell’aria come il fumo  e gli odori stagnanti, rilasciandoli poi lentamente nell’ambiente. Altro inconveniente è che molto spesso, per la sua posa, vengono usati collanti nocivi. Una soluzione al problema potrebbe essere la massa a terra della moquette con griglie metalliche inserite nella trama del tessuto, l’utilizzo di ionizzatore negativo dell’aria, ed eventualmente l’utilizzo di collanti bioecologici. Ricordiamo comunque che, per un ambiente sano, è sicuramente preferibile, alla moquette, un buon pavimento di legno.
  9. Carta da parati. Occorre fare in questo caso delle distinzioni in quanto esiste una gamma di prodotti abbastanza vasta. I rivestimenti vinilici sono tutti sconsigliati perché elettrostaticizzano l’aria e ricoprono le pareti di un film non traspirante che favorisce il formarsi di condensa, il ristagno di umidità, lo sviluppo di batteri e microrganismi. Inoltre in base alla composizione, i rivestimenti vinilici e le colle usate per la posa, possono rilasciare sostanze tossiche. Analoghi problemi possono essere portati dai rivestimenti tessili sintetici. Le carte da parati in tessuto o carta non hanno controindicazioni se applicate con colle bioecologiche.
  10. Materie plastiche. Le materie plastiche e affini sono generalmente sature di solventi pesanti, l’azione dei quali dura tantissimo tempo. Anche questi solventi sono ormai dappertutto e si possono trovare anche nei detersivi o in tutti i prodotti che ci propinano per l’igiene della casa e dei nostri bambini, quali disinfettanti per piastrelle ecc., che sono quindi più nocivi che altro.

Per quanto invece riguarda vernici, solventi e collanti:

Le vernici e i trattamenti che vengono fatti a mobili, serramenti, piastrelle o comunque articoli industriali di commercio sono altamente nocivi e permangono nell’ambiente per diversi mesi, mentre i materiali naturali e trattati il meno possibile, tendono a non alterare né le vibrazioni del nostro organismo né le onde che riceviamo e che sono indispensabili per vivere. Alcune aziende hanno messo recentemente in commercio materiali meno dannosi.

  • Vernici bioecologiche. Rispetto alle vernici sintetiche hanno molte meno controindicazioni. I componenti ricorrenti di questi prodotti sono: olii vegetali, cere, resine naturali, gesso, talco, argilla, lecitina di soia, acido silicico, propoli, litoponi e pigmenti inorganici. Sono adatte per il trattamento di arredi, infissi, tubi, pareti. Traspiranti ed antistatiche risultano adatte per tutti i locali, anche se destinati a persone sensibili o ai bambini.
  • Collanti bioecologici. Sono a base naturale e risultano adatti alla posa di carta da parati, pavimenti in legno e ceramica. Tra questi collanti ricordiamo: il collante in lattice naturale, il collante a componenti minerali a base di sali marini (per piastrelle), i sigillanti naturali a base di resine naturali e polvere di sughero, il collante rapido alla caseina per il legno e i collanti biologici tradizionali a base di glutine, caseina, colla di pesce.

Altro consiglio per stare meglio è quello di usare abiti in fibra naturale.

Materiali artificiali quali poliestere, acrilici, poliammidi, viscose tendono a variare le onde che emettiamo e riceviamo e ad alterare il nostro CEM.

Anche la tintura degli indumenti può creare problemi e bisognerebbe escludere quelli colorati a contatto con la pelle; soprattutto il color nero che ha la maggior concentrazione di tintura ed agenti chimici particolari.

[1] La formaldeide è un gas molto irritante per le mucose e particolarmente cancerogeno. Gli effetti sul breve periodo sono irritazioni, infiammazioni delle vie respiratorie e delle mucose, disturbi della vista, nausea ed eczemi. L’assorbimento prolungato può portare allo sviluppo di forme tumorali.

[2] Si tratta dello Staphilococcus Aureus.

 

 

Autore: Cristiano Tenca

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