L’oggetto di Karnak e l’inquinamento del tessuto corporeo

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L’oggetto di Karnak e l’inquinamento del tessuto corporeo.

Come ho già accennato in precedenza, per definire meglio il tipo di problema che i nodi geopatici portano al corpo, ho coniato il termine di inquinamento del tessuto corporeo. Questo inquinamento si potrebbe spiegare e definire come una grossa carenza energetica o bioplasmatica o anche come uno squilibrio magnetico che si verifica in una certa parte dell’organismo colpita da radiazioni vibrazionali energetiche provenienti dal terreno. Tutto ciò mi fu chiaro quando provammo a vedere quanto accadeva mettendo il nostro filtro sulla fotografia dell’occhio o comunque sul testimone del soggetto.

Molto raramente, in questi casi, le bacchette mi segnalavano lo zero. Per lo più, infatti, indicavano un valore che andava da pochi punti (2 o 3) fino ad oltre 20. Tale valore fu identificato come negatività quando mi accorsi che i punteggi più alti erano quelli di malati terminali o comunque aventi malattie degenerative. Inoltre con il sistema dell’azzeramento, di cui ho parlato precedentemente, potei vedere che la causa era sempre una geopatia e che potevo stabilire, quando questa negatività si azzerava, quale o quali erano gli organi interessati e quindi colpiti. All’inizio mi meravigliai che così tante persone avessero dell’inquinamento, ma più avanti, facendo le mappe dei nodi che si incontrano su un terreno, mi accorsi che sovente per l’ignaro soggetto non c’è quasi scampo, o per lo meno non ce n’è sul lungo periodo. E’ chiaro infatti che è largamente improbabile non trovare mai luoghi perturbati per una persona che cambia nella sua vita di tanto in tanto abitazione o luogo dove lavora o ancora luogo dove soggiorna, se non sa come cercarli o come isolare i luoghi a rischio. In tutti i casi, comunque, la prima verifica dei risultati che via via ottenevo mi venne dallo strumento chiamato Vega di cui ho parlato precedentemente. Attraverso di esso avevo cominciato a vedere che le persone potevano soffrire di una geopatia recente (GR) o di una vecchia (GV). Tale situazione corrispondeva sempre ad uno stato di squilibrio corporeo con una gravità che andava dal terreno tumorale (TT) per l’inquinamento leggero, ad una malignosi-premalignosi (MP) per uno discreto, ad una malignosi reversibile (MR) per uno grande, fino ad arrivare a quella irreversibile (MI) per uno squilibrio gravissimo. Con le bacchette verificai la stessa cosa. Proprio però perché questo mezzo risulta più sensibile, inserii la voce geopatia attuale (GA) e quella della malignosi irreversibile del corpo eterico (MICE) che inserii come gravità tra la MR e la MI. La GA così inserita mi dà la situazione vissuta attualmente dal soggetto, la GR quella vissuta precedentemente a questa data. Naturalmente anche in questo caso la verifica era d’obbligo ed andai a vedere decine di case di pazienti che parevano avere una GA senza mai sbagliarmi una sola volta.

 

 

Autore: Cristiano Tenca

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