come combattere lo stress in modo naturale

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Come combattere lo stress in modo naturale

 

(La soluzione suggerita dai rimedi e dai trattamenti naturopatici)

PARTE SECONDA

Nel percorso di approfondimento che mi sono ripromesso di seguire sull’argomento “ i disturbi causati dall’ansia e dallo stress e la soluzione suggerita dai rimedi e dai trattamenti naturopatici”, nel primo articolo introduttivo, postato in data 3 ottobre u.s., ho voluto evidenziare alcune considerazioni sull’equilibrio energetico psico-fisico e l’importanza dello stesso ai fini del nostro “star bene”, facendo presente la necessità di uno stile di vita volto a ricercare e mantenere sempre e per quanto possibile, le condizioni che assicurino detto equilibrio. Con questa premessa possiamo allora entrare oggi nel vivo dell’argomento che ci sta maggiormente a cuore: il nostro incontro con l’ansia .

Lo stress e come combatterlo in modo naturale

E’ difficile definire, con precisione, cosa sia esattamente l’ansia.

Si può convenire sul fatto che l’ansia rappresenta innanzitutto una manifestazione naturale che il nostro organismo ci trasmette per avvertirci di qualcosa che non va, per metterci sul “chi va là”.

L’ansia è, sotto questo aspetto, un’energia vitale positiva che ha necessità di venire a contatto con la nostra consapevolezza interiore, con il nostro Io, per mandare dei messaggi precisi e per orientarci nelle situazioni di pericolo.

L’ansia , quindi, non sempre è una presenza negativa, anzi, essa, in via di principio, migliora le prestazioni di una persona e gli dà “tono” ed “energia giusta” per affrontare un dato evento o una determinata situazione. In questo caso si parla addirittura di eu-stress.

Se l’ansia rimane contenuta entro certi limiti, essa esercita allora un ruolo positivo, perché sprona, incita, dà la carica neutralizzando l’apatia e la tendenza a non agire.

Ma, a sua volta, è anche giustificabile che di fronte ad eventi come una malattia grave, di fronte alla vecchiaia o alla morte, l’insorgenza di uno stato ansioso lo dobbiamo considerare assolutamente normale.

Addirittura anche eventi di per sè positivi e desiderati come un nuovo posto di lavoro, un cambio di casa, il trasferimento in un’altra città possono provocare ansia perché, con l’abbandono delle certezze legate ai luoghi ed alle persone abituali, non può non insorgere una temporanea sensazione di vuoto.

Anche in queste situazioni l’ansia è assolutamente comprensibile perché, sia pure faticosamente, serve ad accompagnare l’uscita dal guscio dell’abitudine e delle cose collaudate verso il mondo delle possibilità sconosciute.

Peraltro, quando, invece, questa sentinella preziosa continua incessantemente a lavorare anche dopo la fine di eventi potenzialmente ansiogeni, si può rischiare di cadere in uno stato permanente di tensione che rischia di destabilizzare le nostre capacità operative e di giudizio.

E’ in questi casi che l’ansia diventa patologica presentandosi come un sovraccarico di tensione negativa e portando in sè una sensazione vaga ma angosciante di pericolo imminente, di disagio, di inadeguatezza rispetto agli eventi ed alle vicissitudini della vita.

L’ansia patologica si differenzia quindi da quella fisiologica quando viene vissuta con un continuo e profondo senso di paura, impotenza e preoccupazione verso gli eventi anche quando questi non sono, per la loro stessa caratteristica, fenomeni giustificatamente ed oggettivamente ansiogeni.

Purtroppo l’ansia patologica è, in qualche modo, figlia dei ritmi del mondo di oggi, contrassegnato dalla continua ricerca del successo personale, del porsi traguardi sempre più ambiziosi, del dover apparire per poter essere, e stretta parente dello stress dal momento che, via via che il progresso avanza ed i ritmi della vita accelerano, aumenterà sempre più l’ansia del dover continuamente superare i propri limiti, del potere e della conquista per ottenere sempre maggior prestigio e benessere.

In questa logica perversa viene così coltivata l’idea di un benessere fondato principalmente sul potere personale e l’ansia si manifesta come necessità distorta di conquista delle cose che non abbiamo o di possesso esasperato delle cose che possiamo perdere con la presenza quindi di una continua sensazione di paura di non farcela, di rimanere indietro rispetto agli altri, di non riuscire a raggiungere gli obiettivi che ci siamo imposti.

Questo del resto è il messaggio che la società moderna ci invia avvertendoci che solo chi riesce a superare ogni ostacolo e controllare ogni emozione è in grado di governare il mondo.

La sensazione generalizzata che ne deriva e che ci portiamo dietro è allora quella della paura, dell’inquietudine, dell’impazienza, della tristezza, dell’inadeguatezza, del non saper cosa fare. E l’ansia si manifesta, quasi sempre, impadronendosi di queste sensazioni emotive.

A questo tipo di ansia in particolare, che è causa di uno squilibrio energetico profondo, rivolgeremo la nostra attenzione nel prossimo articolo.

 

 

Autore: Avv. Gerry Chirò-Naturopata

photo credit: Daze via photopin (license)

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