Questi oli sono estremamente instabili e possono diventare rapidamente potenti produttori di radicali liberi se non vengono sufficientemente protetti da vite minime e minerali antiossidanti. In questo senso la superiore l’olio d’oliva grazie alla maggiore presenza di vitamina E.
Una precisazione doverosa è da citare soprattutto quando gli oli polinsaturi vengono assunti sotto forma di integratori alimentari in quanto all’interno della capsula stessa possono avvenire fenomeni ossidativi che possono causare un ulteriore indebolimento delle nostre riserve antiossidanti. La forma migliore di assunzione degli omega 3 è il consumo di pesce fresco avendo cura di cucinarlo utilizzando al minimo fonti di calore: infatti la loro instabilità li rende particolarmente sensibili al calore.
Il nostro organismo è una macchina perfetta e spesso volentieri nel nostro stile di vita che ne altera la funzionalità. L’equilibrio tra le prostaglandine può essere dato semplicemente da una corretta alimentazione. È sufficiente apportare una quantitativo minimo di grassi essenziali.
Sembra semplice, tuttavia l’avvento dell’era moderna e di cibi industriali ha reso assai difficile l’introduzione di un adeguato apporto di acidi grassi essenziali. Infatti tutti gli oli modificati chimicamente come i oli vegetali idrogenati, le margarine, e la spremitura a caldo degli oli, ha reso la biodisponibilità di acidi grassi insaturi assai scarsa. Inoltre i grassi essenziali sono presenti in alimenti particolari la cui diffusione non è capillare. La logica conseguenza è che la maggioranza della popolazione presenti carenze di vario livello di acidi grassi polinsaturi.


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