Nella vita quotidiana “normale” immaginiamo per lo più che esista un qualcosa un quid, un’anima separata dal corpo e che ad esso si colleghi come se andasse ad abitare una tantum un involucro che le è estraneo. Ma questa visione continua ad alimentare equivoci, nonchè a creare dicotomie nel comportamento umano, professioni e ruoli.
Dobbiamo riappropriarci dell’unità tra il corpo e l’anima, poichè sono manifestazioni di un’unica Coscienza. Dobbiamo ricongiungerci ad un paradigma che non sia di separazione, che riaffermi che non c’è alcuna frattura tra anima e corpo. Essi esprimono, infatti, una stessa sostanza che si manifesta in due modalità: una densa e visibile, il corpo, l’altra rarefatta e invisibile, l’anima.
Oltre la superficie e la materialità, siamo una unità complessa, una interazione di cellule, istinti, emozioni, atti cognitivi e centro interiore (anima). Ed è proprio quella parte interiore, quella dimensione, ossia il piano dell’essenza, che ha una “vis terapeutica” incredibile, se sole venisse sollecitata, risvegliata, fatta fluire nella vita della persona.
Lo stato salute /malattia se preso nel suo significato e non solo nel bisogno di controllare un sintomo, indica una Legge, mostra che la Vita per esistere ha bisogno di un fondamento. E questo fondamento non possiamo cambiarlo con la nostra logica umana, possiamo cambiare la forma ma non la sua essenza.
Questo fondamento è una Legge che ci governa, quella della polarità: maschile femminile, giorno-notte, bene-male, che può produrre gioia e dolore, sofferenza e successo, ascesa e caduta e quindi anche salute e malattia.
La polarità, ovvero due punti, due poli, sono essenziali perchè si manifesti la nostra volontà, senza di loro non potremmo manifestare il nostro libero arbitrio.
Parimenti nella malattia possiamo dire che stiamo usando la nostra volontà in un modo piuttosto che in un altro, ovviamente parliamo di motivazioni molto profonde e non deducibili dalla coscienza ordinaria e quotidiana..
La concezione meccanicistica ci imprigiona in un concetto in cui la materia si è specializza nel tempo fino a diventare essere umano. Mentre dovremmo sovvertire questa storia e dire che all’inizio c’era la coscienza che si è manifestata sotto forma di materia ed in seguito si è specializzata nei vari tipi di vita, fino a giungere all’uomo.
E qui dobbiamo aggiungere un elemento fondamentale: l’energia. La fisica quantistica, tra le scienze di avanguardia, afferma – come lo farebbero spiritualisti, mistici e occultisti- che la materia è energia. Dunque esiste una coscienza che manifesta energia, la quale manifesta materia, che manifesta il corpo, che quindi non è un pezzo meccanico, ma espressione di una coscienza originaria, che possiamo chiamare Divino, forza creatrice, Dio...
In questa ottica unitaria ed “energetica”, non più meccanicistica, la guarigione – processo più profondo che deve attivarsi oltre alla “cura” - avviene nel momento in cui riusciamo a sintonizzare ogni atomo del corpo a questa coscienza che lo abita.
Ma ancor più dobbiamo tener presente che:
1. La guarigione viene dalla sintonia, armonia e comunicazione con la nostra fonte spirituale, che è accessibile e a disposizione nel mondo fisico
2. Ognuno deve prendersi la responsabilità per il proprio processo di guarigione. Il che non esclude affatto un metodologia terapeutica e l’intervento medico, ma certo non può essere una delega totale: l’essenza che anima la nostra vita individuale è un fatto soggettivo come lo è la volontà personale.
In questa ottica, energetica-inclusiva, la salute non può più essere più “solo il corpo” ma chiederà che il paziente e il medico alimentino la consapevolezza dell’essenza, del nucleo, del divino, dell’anima e dello spirito.
Già Platone fece una riflessione: “ …questo il grande errore del nostro tempo: I medici tengono separata l’anima dal corpo” , il problema è sentito dunque da molti secoli, siamo un po’ lenti, come umanità, ma come dice il Dalai Lama, impegnandoci possiamo farcela…
La dottoressa Rachel Remen, tra l’altro Direttrice Medica del Commonweal Cancer Help Program, un istituto in California che si occupa di assistere con programmi residenziali dei malati di cancro, afferma che :
“ è una tendenza diffusa negare lo spirito o persino ometterlo del tutto. Dopo vent’anni di lavoro con persone malate di cancro, vedendole guarire in una grande varietà di circostanze, sono arrivata a sospettare che la guarigione sia più una funzione dell’anima che della mente.
La salute non è un fine. La salute è un mezzo. La salute ci permette di servire ad uno scopo nella vita, ma non è lo scopo della vita. Si può servire ad uno scopo con una salute danneggiata. Come viviamo non è importante per me quanto perché viviamo. Perché siamo qui in questi corpi ? Che cosa stiamo facendo qui così ? Questo mistero è più importante per me che scoprire come questi corpi funzionano.
La medicina contemporanea dell’occidente ha l’orientamento più intellettuale, il sistema di guarigione più analitico, ed è anche l’unico che non permette la possibilità dell’intervento divino, la possibilità del misterioso o del miracoloso.
La mente nega ciò che non comprende. Siamo una cultura identificata mentalmente. Abbiamo una tendenza culturale a negare il mistero, le dimensioni spirituali della vita. Tendiamo a delegare lo spirituale ad altri che vi sono più interessati o che sentiamo sono forse meglio preparati per trattarlo. Ma lo spirituale non può essere delegato. Noi tutti vi partecipiamo. E’ la nostra stessa natura, il nucleo della nostra umanità.
Oggigiorno molte malattie sono attribuite allo stress, ma, continua la dr.sa Remen :
“forse la fonte più grande di stress non è il sovraccarico di lavoro o le aspettative irragionevoli. Ciò che chiamiamo stress potrebbe in verità essere isolamento spirituale. Potrebbe realmente essere un’insensibilità nel riconoscere i nostri bisogni spirituali o una mancanza di riconoscerli.
E dato che non vengono riconosciuti non vengono soddisfatti; e allora abbiamo problemi di isolamento, di rabbia, le sensazioni che le persone hanno di non essere importanti o che nessuno sia importante per loro. Penso che la depressione non sia tanto una questione di ‘nessuno vi ama’. La depressione è una questione di ‘non essere in grado di trovare un posto per dare il vostro amore, di non essere capaci di amare abbastanza.
Dunque, l’ isolamento spirituale è un male per la salute. Negarlo è male. Ma, che cos’è l’isolamento spirituale? Essenzialmente mi sembra che sia vivere con un cuore chiuso.
Dean Ornish, un cardiologo, mi disse una volta che la chirurgia più popolare in questo paese, l’operazione di bypass coronario, è probabilmente una metafora. Il problema con la nostra cultura è che abbiamo bypassato il cuore, specialmente gli uomini. E continuiamo a manifestarlo, ripetutamente, in sala operatoria”.
E come non ricordare la connessione anima-cuore?
Fonte thelivingspirits.net


