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Menta Piperita. Propieta' ed utilizzi

Le foglie oltre a flavonoidi, acidi fenolici e triterpeni, contengono un olio essenziale costituito per la maggior parte da mentolo e mentone
Data di pubblicazione:: 18-01-10 14:59

Autore:: Sebastiano Chiavazzo

Numero letture: 1173
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Pagina 1. La medicina popolare identifica la Menta Piperita come il rimedio digestivo per eccellenza
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Gli utilizzi comuni della Menta Piperita

La Menta (Mentha piperita) è un ibrido ottenuto da Mentha rotundifolia e Mentha aquatica; utilizzata anche in gastronomia, la pianta fornisce materia prima soprattutto per l’industria liquoristica, in quanto gli estratti ottenuti dalle foglie esplicano un’attività “eupeptica”, cioè favoriscono la digestione, e come tali, quindi, entrano nella composizione di molti amari. La Menta entra come correttore del gusto in numerosi alimenti, tisane, preparazioni galeniche e farmaci, anche se la medicina popolare la identifica come il rimedio digestivo per eccellenza.

Le sostanze contenute nella Menta Piperita

La ricerca scientifica ha tuttavia fornito una serie di informazioni preziose per definirne il contenuto, le attività biologiche e le indicazioni terapeutiche, riconoscendole un ruolo di pianta medicinale a tutti gli effetti. Le foglie, infatti, oltre a flavonoidi, acidi fenolici e triterpeni, contengono un olio essenziale che rappresenta il cuore dell’estratto dal punto di vista farmacologico, costituito per la maggior parte da mentolo (35-55%) e mentone (10-35%).

Le proprietà farmacologiche della Menta Piperita

Impropriamente considerata come “tonico” del Sistema Nervoso, una sorta di psicostimolante, in realtà alla Menta sono state riconosciute le seguenti proprietà farmacologiche:

Attività sull’ apparato digerente e respiratorio  e nervoso :

attività antispastica sulle cellule muscolari lisce dell’apparato digerente e respiratorio; attività decongestionante e balsamica, cioè fluidificante le secrezioni dell’apparato respiratorio. Uno dei costituenti fondamentali dell’olio essenziale che contengono le foglie, il mentolo, blocca i canali del calcio, svolgendo così un’azione inibitrice dell’eccitabilità del tessuto nervoso intestinale. Per questa sua attività spasmolitica, l’olio essenziale della pianta è sottoposto a sperimentazione in un classico disturbo intestinale, la sindrome del colon irritabile. I dati a disposizione dicono che l’olio essenziale di menta ha una sua efficacia nel ridurre la sintomatologia (tensione, dolore e gonfiore).

Sistema nervoso e bronchi:

Ma gli effetti rilassanti sul sistema nervoso enterico si accompagnano come si è sopra visto, ad analoghi effetti sul sistema nervoso di bronchi e polmoni. Esistono numerosi studi clinici che confermano gli effetti positivi dell’olio essenziale anche nelle patologie del distretto epatobiliare, con particolare riferimento alle discinesie della colecisti ed alla calcolosi biliare, per il moderato effetto coleretico e per l’attività antispastica che esercita, favorendo il deflusso della bile attraverso il coledoco. Non trova invece alcuna conferma l’impiego  in casi di insonnia o altri disturbi neuropsichici, come ad esempio l’astenia psicofisica.

Olio essenziale di menta piperita

L’olio essenziale è ben tollerato anche da soggetti affetti da ulcera peptica, per i quali, anzi, costituisce un complemento terapeutico; in questi pazienti sono invece controindicati la tintura e l’estratto fluido. In letteratura sono riferiti casi di peggioramento nei soggetti affetti da esofagite da reflusso; non sono riferiti effetti tossici a carico dei reni o del fegato. Il mentolo puro, ad alte dosi, può essere neurotossico, ed è controindicato nel fauvismo.

 

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