- Stimola il sistema immunitario rinforzandolo. La conseguenza è una maggiore resistenza ad infezioni ed una diminuzione dell’incidenza di eventuali complicanze.
- Antitumorale
- La presenza di vitamine e minerali aiuta ripristinare l’equilibrio biochimico.
- Ha proprietà depurative e rigeneranti
- Stimola la cicatrizzazione con riduzione della probabilità di infezione.
- Rigenera i tessuti danneggiati da radiazioni. Raccomandata a chi è sottoposto a radioterapia.
- Applicate esternamente riduce le infiammazioni attenuando il dolore
Proprietà immunostimolanti e anticancro:
L’ Aloe è una pianta conosciuta fin dall’antichità. In tempi recenti è stata riscoperta da padre Romano Zago. Attualmente, Padre Zago, dedica la vita a girare il mondo per diffondere la sua ricetta sviluppata in Brasile. la sua cura vede l’ Aloe Arborescens protagonista nella lotta al male del nostro tempo: il tumore.
Da allora anche la comunità scientifica si è interessata alla proprietà dell’ Aloe. Dopo anni di ricerche e test, diversi ricercatori hanno dimostrato l’efficacia dell’Aloe nella cura del cancro. Le case farmaceutiche , si sono date parecchi da fare nel tentativo di isolare la molecola dei miracoli, acemannano, antrachinone, Aloina lecitina … Hanno creato una miriade di brevetti vari, perdendo di vista il complesso fitoterapico che sta alla base del successo della terapia il padre Romano Zago.
Un altro ricercatore, che personalmente ritengo abbia compiuto uno sforzo senza precedenti nel tentativo di comprendere scientificamente le proprietà curative dei più svariati prodotti di origine naturale, il Dottor Giuseppe Nacci, utilizza la ricetta di padre Romano Zago. Dopo numerose ricerche, ha sviluppato un protocollo su basi scientifiche per preparare nel migliore dei modi la “ ricetta brasiliana “.
Ricetta di padre Romano Zago sull’ Aloe Arborescens.
La formula originale è di una semplicità senza precedenti:
- mezzo chilo di miele
- 50 ml di grappa whisky o cognac
- 350 g di foglie di aloe arborescenze
Vediamo ora come ottimizzare e preparare in maniera ottimale la ricetta brasiliana di padre Romano Zago
- Il miele deve essere biologico e di elevatissima qualità. Non utilizzare il miele 1000 fiori in quanto può essere un prodotto di scarto degli altri mieli. Ogni sua contaminazione chimica e tossica ne altera gli effetti.
- Deve essere utilizzata la foglia intera poiché ogni singola parte della pianta contiene sostanze farmacologicamente utili.
- La pianta deve avere almeno 3 o 4 anni di vita e vanno escluse le foglie centrali e quelle troppo vecchie. Bisogna tagliare le foglie dalla base avendo l’accortezza di eliminare la punta, la base stessa e le spine laterali compreso il bordo longitudinale per 4 mm. Dopodiché tagliuzzare trasversalmente le foglie in fette di 2 cm.
- Frullare le foglie con miele biologico e un ‘alcolico di buona qualità che non contenga additivi e che non sia fermentato ( come la grappa l’acquavite od il cognac). Il frullatore deve essere in vetro in quanto le sostanze metalliche dello stesso possono alterare le vitamine contenute dalla pianta. Il Frullatore va prima sterilizzato con il calore senza usare assolutamente disinfettanti chimici.
- Tenere presente il tipo di Aloe che stiamo utilizzando. Se l’Aloe è di tipo Arborescens il rapporto tra miele e pianta deve essere di uno a due. Se invece utilizziamo l’Aloe Vera il rapporto diventa tre a due. Esempio: 50 g di Aloe Arborescens e 100 g di miele, 300 g di aloe vera e 200 g di miele. L’aggiunta di alcol sarà uguale in entrambi i casi fino ad ottenere una crema omogenea.
- Un arricchimento della ricetta con germanio organico aumenta le capacità terapeutiche della pianta.

scritto da: Tina
data: 19 luglio 11 20:59
scritto da: natalie
data: 23 giugno 11 17:10
scritto da: flavia
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scritto da: roberto
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