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Come affrontare lo stress in fase di esaurimento .

Lo stress riduce le nostre difese immunitarie, consuma vitamine e antiossidanti in modo eccessivo ed è il precursore delle malattie degenerative come tumori epatite psoriasi malattie autoimmuni coliti ulcerose con disturbi ansiosi e depressione .
Data di pubblicazione:: 15-10-08 09:28

Autore:: Dr. Soldano Alessandro

Numero letture: 10208
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Pagina 1. Articolo 3 : Guida alle Cause della Malattia e la Naturopatia Le conseguenze sottovalutate delle stress e come difendersi con rimedi naturali
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  • stress

Articolo  3 della Guida alle cause della Malattia e Naturopatia.
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La fase di esaurimento dello stress spesso è mascherata dai sintomi o dalle vere e proprie patologie che la caratterizzano. Le varie fasi dello stess e lo loro significato sono spiegate in questo articolo

I disturbi ansioso-depressivi sono spesso la manifestazione più evidente di questa fase: essi sono caratterizzati da alterazioni dell’equilibrio tra i diversi neurotrasmettitori, soprattutto delle monoamine (dopamina, noradrenalina e serotonina). Si possono avere anche patologie metaboliche o infiammatorie ad andamento cronico (vedi Stress e malattia).

 

In questa fase c’è un maggior rischio di danni cellulari, le cellule risultano ‘sovraesposte’ ad agenti lesivi di varia origine e finiscono con l’attivare meccanismi di difesa inutilizzati in situazioni fisiologiche (ad esempio viene prodotto il Fattore nucleare kB, in sigla NFkB): questi meccanismi, in realtà, sono filogeneticamente antichi (cioè ereditati da stadi evolutivi primordiali) e, una volta attivati, sono caratterizzati da ricorsività, ovvero diventano a loro volta fattori lesivi per altre cellule.

Essi si riscontrano in caso di patologie croniche,tipiche della fase di esaurimento, quali:

- malattie autoimmuni (artrite reumatoide)

- malattie infiammatorie dell’intestino (colite ulcerosa, morbo di Crohn)

- epatopatie croniche

- tiroiditi autoimmuni

- psoriasi

- tumori. 

 Alimentazione nella fase di esaurimento

L’organismo in fase di esaurimento presenta una diminuita capacità di assorbimento e utilizzo dei diversi fattori nutritivi, inclusi gli zuccheri e i grassi che con più difficoltà vengono trasformati in energia (e che più facilmente vengono trasformati in riserva adiposa): è quindi necessario prestare particolare attenzione alla scelta dei cibi perché un apporto di amminoacidi, vitamine e minerali inadeguato rischia di sostenere per un tempo illimitato tale fase, favorendo i meccanismi di ricorsività e di cronicizzazione patologica a cui si è accennato.

Per arrivare a seguire una dieta adeguata bisogna seguire con attenzione le indicazioni date nella parte dedicata all’alimentazione come causa di malattia. 

 Integratori nutrizionali

Possono essere di grande aiuto in particolare gli antiossidanti, poiché in fase di esaurimento lo stress ossidativo aumenta a dismisura: per le vitamine saranno consigliabili più spesso le ‘megadosi’, soprattutto la C come supporto alle ghiandole surrenali (ma non oltre qualche grammo al dì) sempre associata a dosaggi standard di vitamina A, E, betacarotene, Selenio e, meglio ancora, ad antociani (tipo mirtilli) e flavonoidi (quercetina). Anche il gruppo B (agendo sulla produzione di energia nelle cellule) potrà essere integrato con sicurezza fino a 50 mg. per ogni vitamina (acido folico e B12 non oltre 1 mg.).

Tra i minerali il magnesio può aiutare in situazioni di breakdown, in cui si è così ‘esauriti’ che non ci si alza dal letto: l’oligoterapia di Menetrier propone in generale Rame-Oro-Argento (diatesi Anergica) mentre Zinco-Nichel-Cobalto e Zinco-Rame (cosiddetta Diatesi di Disadattamento) sono utili quando vi sono rispettivamente disturbi del metabolismo (con alterazioni dell’appetito, dei valori glicemici e di colesterolo e trigliceridi ematici) e disturbi funzionali dell’apparato genitale (come regolatore ormonale): altri oligoelementi utili sono il Litio (per il sistema nervoso) e Cromo, Vanadio e Molibdeno (per il metabolismo).

Ancor più importante che in fase di adattamento è l’adeguata assimilazione degli aminoacidi, quindi si possono utilizzare prodotti a base di soia e alghe, ricche di aminoacidi liberi, vitamine, minerali e clorofilla: in particolare le alghe verdi-azzurre Spirulina, Klamath e Clorella facilitano l’eliminazione di sostanze tossiche esogene ed endogene.

 Piante adattogene

Oltre alle piante adattogene viste per la fase di adattamento (tra le quali escluderei il Gingeng) sono utili piante che agiscono regolando i principali neurotrasmettitori.

Tra le più utilizzate:

- Rhodiola rosea: pianta di origine russo-siberiana, regola le monoamine e incrementa gli oppioidi endogeni (endorfine), regola la fame nervosa, tonifica il sistema cardiovascolare, è più adatta per situazioni di stress e depressione recente

- Withania somnifera: pianta della medicina Ayurvedica, è ansiolitica (regola il neurotramettitore GABA), immunomodulante ma anche antinfiammatoria e antitumorale

- Griffonia simplicifolia: pianta africana, regola con meccanismo serotonergico l’eccessivo desiderio di zuccheri e aiuta a controllare il peso, è antidepressiva e contrasta la fibromialgia e la cefalea muscolotensiva

 Alcune piante, pure con proprietà adattogene, sono utili per contrastare i danni cellulari, le infiammazioni croniche e anche i processi autoimmuni:

- Withania somnifera

- Curcuma longa

- Ginkgo biloba

- Boswellia serrata

- Uncaria tomentosa

 Altre piante da considerare, soprattutto per la prevenzione di fenomeni degenerativi (tumori, patologie autoimmuni, patologie croniche del fegato), sono i funghi, ricchi di polisaccaridi (beta-glucani) (che hanno proprietà immunostimolanti- immunomodulanti) e di sostanze antiossidanti e antinvecchiamento (es. Superossidodismutasi, S.O.D., che è un antiossidante intracellulare). I funghi più utilizzati già nella medicina tradizionale cinese sono

-Ganoderma lucidum (Reishi)

-Grifola frondosa (Maitake)

-Lentinus edodes (Shitake)

-Coriolus versicolor

-Cordyceps sinensis

 

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