Tutti sappiamo che fumare fa male, eppure molte persone fumano, magari vorrebbero smettere, qualche volta hanno provato ma poi ci sono ‘ricascate’. Non mi riferisco a coloro che fumano una sigaretta ogni tanto, a fine cena con gli amici, per condividere il piacere di una bella serata. Parlo di coloro che hanno con la sigaretta un rapporto di dipendenza: ne fumano uno o più pacchetti al giorno e non riescono a farne a meno.
Effetti chimici e psicologici del fumo
La sigaretta fornisce una serie di sostanze chimiche che interagiscono con l’organismo riducendo l’ansia e dando, al tempo stesso, la sensazione di benessere generale e di aumentata efficienza mentale. Niente di meglio per affrontare i ritmi stressanti della vita moderna: purtroppo a causa dell’adattabilità dei recettori cellulari, i sistemi di controllo psico-neuro-endocrini innescano il meccanismo della dipendenza (ovvero del bisogno sempre maggiore di sostanza che farà sempre meno effetto).
Il fumatore vive in uno stato di equilibrio instabile e nocivo, potremmo dire con una stampella chimica: l’astinenza dal fumo implica il ri-adattarsi a vivere senza questa stampella.
Ciò ha come conseguenza un carico notevole di sofferenza anche emotiva: vengono alla luce i sintomi (soprattutto psichici) che si cercava inconsapevolmente di attenuare con il tabacco e si riprende a fumare nella speranza di sentirsi più tranquilli.
Auricoloterapia e fumo
Una metodica da tempo utilizzata contro l’abuso di varie sostanze e contro il tabagismo è l’auricoloterapia, ossia il trattamento (con agopuntura, elettrostimolazione, laser, stiletto o altri metodi) dei punti riflessi localizzati sui padiglioni auricolari.
I punti più utilizzati sono quelli denominati Shenmen, Subcortex, Simpatico, Bocca, Fegato, Polmoni, Endocrino, Fame. La frequenza dei trattamenti può variare da 1 volta al giorno a 1 volta la settimana: l’ auricoloterapia è utile nella gestione della fase acuta dell’astinenza anche se, per i fumatori più incalliti, si può proseguire con sedute mensili per tempi lunghi senza perdita di efficacia, finché ne avvertono l’esigenza.
L’ auricoloterapia è di grande aiuto per ritrovare in breve tempo un equilibrio accettabile senza sigaretta: sappiamo però che alcune persone, smettendo di fumare, a distanza di tempo ingrassano, altre manifestano disturbi psico-emotivi (ansia, depressione, insonnia, aggressività), altre presentano varie somatizzazioni (a carico della pelle, dell’ apparato digerente, ecc…).
Secondo la mia esperienza possono essere di aiuto:
1) fitopreparazioni a base di piante adattogene e/o piante con tropismo per il sistema nervoso;
2) Fiori di Bach, associati eventualmente ad altri fiori.
Fitoterapia di supporto
Chiamiamo adattogene quelle piante che supportano i sistemi neuro-endocrini nella gestione dello stress (quando questo genera una condizione di esaurimento):
si assumerà Rodiola (Rhodiola rosea),
Noni (Morinda citrifolia),
Ashwagandha (Whitania somnifera), meglio se in forma di estratti secchi (E.S.), anche composti. Queste piante avranno un’efficacia sul medio-lungo periodo (fino a alcuni mesi).
Le piante specifiche per il sistema nervoso serviranno a ridurre:
- l’ansia (Melissa – Melissa officinalis),
- le manifestazioni ansioso-depressive (Avena – Avena sativa)
- insonnia (Passiflora – Passiflora incarnata): si assumeranno in tintura madre (T.M.) o altre formulazioni e avranno un’azione più veloce, soprattutto nei casi in cui tra una seduta di auricoloterapia e la successiva passano alcuni giorni.
L’utilizzo dei Fiori di Bach ci consente di affrontare i risvolti psico-emotivi dell’astinenza da fumo: nella mentalità comune, si pensa che smettere di fumare richieda ‘forza di volontà’ (può essere utile, ad esempio, Larch), però sappiamo che il fumo è una dipendenza (Centaury) e che è difficile adattarsi alla mancanza della sigaretta (Walnut). Forse siamo determinati a voler smettere ma non ci decidiamo ponendoci altre priorità (Wild Oat), oppure abbiamo chiesto a tutti gli amici come fare (Cerato) e un giorno vogliamo smettere l’altro no (Scleranthus).
Un aspetto che vorrei sottolineare è il mascheramento: il fumo costituisce per molti una maschera socialmente utile per nascondere un mondo di emozioni (rabbia, risentimento, astio, frustrazione) che non si vogliono mostrare. Fumare aiuta a ‘tirare avanti’ ostentando un’aria contenta in pubblico tenendosi dentro un alto livello di sofferenza: può essere allora utile Agrimony, per togliere la maschera e allentare l’ansia, insieme a Cherry Plum, per gestire meglio le emozioni che vengono a galla in modo caotico e frenare l’impulso a ricadere nel vizio.
I fiori di Bach possono essere usati anche prima di dire addio alle sigarette, per rafforzare la motivazione.
Smettere di fumare non è difficile, nei termini semplicistici della mancanza di volontà, piuttosto dovremmo dire che è complesso perché richiede il prendersi cura di se stessi in modo molto ampio: di conseguenza, soprattutto se si è già andati incontro a dei fallimenti, è imperativo mettere da parte l’orgoglio e farsi aiutare.
L' autore Dr. Alessandro Soldano è disponibile per ulteriori consigli.
E' possibile contattarlo QUI


Ricerche suggerite: fumo, astinenza, sigaretta, fumatore, floriterapia, fiterapia, auricoloterapia, dipendenza, avena, passiflora, noni, e.s.
scritto da: sammy
data: 26 luglio 09 17:16
scritto da: tiziana
data: 26 luglio 09 11:19
scritto da: an.barone
data: 28 novembre 08 12:01