Pagina 1 Cellulite : Tipologia ed Evoluzione Pagina 2 Cellulite : Cause e soggetti più esposti Pagina 3 Cellulite : Linee guida per il Trattamento Pagina 4 Cellulite : Alimentazione e consigli Dietetici Pagina 5 Cellulite : Integrazione nutrizionale e Rimedi naturali Pagina 6 Cellulite : Il Massaggio Anticellulite Pagina 7 Cellulite : Conclusioni Pagina 8 Cellulite : Bibliografia
Cos’è la cellulite e qual è la sua relazione con l’adiposità localizzata
La cellulite è dovuta a un’ipertrofia e degenerazione del tessuto adiposo superficiale (noduli subdermici), ossia del grasso direttamente attaccato alla cute: deve essere distinta dalla cosiddetta adiposità localizzata in cui si verifica, invece, un accumulo di grasso profondo, non degenerato, in sedi anatomiche caratteristiche come i glutei, i fianchi, l'addome e le cosce.
Tuttavia i due disturbi spesso coesistono e il danno estetico cutaneo della cellulite viene accentuato dalla presenza in profondità dei depositi di grasso in eccesso.
Come distinguere i diversi tipi di cellulite
La valutazione dell'aspetto esteriore e delle caratteristiche della cellulite avviene a seguito di palpazione tenendo conto dei sintomi soggettivi riferiti dal paziente. È bene farsi visitare da un medico esperto per avere l’ esatta classificazione.
Cellulite molle:
Le parti colpite appaiono flaccide nelle zone infiltrate si muovono al variare di posizione e movimenti. Alla palpazione si avverte una pastosità superficiale mentre in profondità si sentono noduli ben definiti.
Cellulite dura:
l’aspetto tipico è quello a buccia di arancia. Le masse sono dure , poco mobili e quasi aderenti al tessuto sottostante. Difficile il sollevamento dell’ epidermide. Possono formarsi le prime smagliature. Al tatto si avverte fastidio e anche dolore.
Cellulite edematosa:
Il tessuto ha un aspetto spugnoso e gonfio. A causa delle infiltrazioni di sostanze sierose tossiche. Questo stadio è definito come avanzato proprio il coinvolgimento di stasi liquida e accumulo di tossine.
Riepilogo stadi cellulite cellulite: dura, molle o edematosa
a seconda che siano prevalenti
-> la stasi di liquidi
-> l’insufficienza venosa e/o linfatica
-> l’ipertrofia del tessuto adiposo
-> la modificazione strutturale delle fibre connettivali (fibrosi e sclerosi)
(più spesso si hanno forme miste)
Localizzazione: soprattutto cosce, glutei, ginocchio, addome, braccia essendo possibili le lateralità anteriore, posteriore, mediale, solo a destra o a sinistra, bilaterale
Gli stadi evolutivi della cellulite
stadio 0 –> stasi di liquidi, adipociti e microcircolo nella norma
stadio 1 –> deficit circolatorio iniziale, segni visibili alla compressione
stadio 2 -> edema con gonfiore e tensione, pelle a buccia d’arancia, tessuti pastosi al tatto, aumento di fibre reticolari, deficit del microcircolo
stadio 3 -> marcata fibrosi, pesantezza degli arti, teleangectasie (che danno aspetto marmorizzato a rete), piccoli noduli, aumento del pannicolo adiposo, zone fredde
stadio 4 -> fibrosi irreversibile, arti doloranti, palpazione dolorosa, ingrossamento dei noduli, ispessimento del pannicolo adiposo
stadio 5 -> sclerosi e fibrosi (pelle a ‘materasso’), insufficienza venosa, dolore costante, cute fredda e pallida, grossi noduli.
Come evolve la cellulite nel tempo?
La cellulite non appare all'improvviso, ma è in continua evoluzione. Si evidenzia prima con un leggero difetto di circolazione, formicolio ai piedi e arti che si addormentano per poi procedere verso la forma molle. A questo punto se non viene contrastata si trasforma in quella dura e infine passa allo stadio edematoso. Il problema della cellulite, come è ben evidente, non è solamente di tipo estetico ma soprattutto organico. Infatti l'indice di un organismo non è in grado di eliminare correttamente gli scarti metabolici, con un drenaggio linfatico ed emuntoriale scarso. Risulta chiaro che un'alimentazione scadente abbinata ad un'attività fisica scarsa fa si che la presenza di cellulite tende ad aumentare e a radicarsi in profondità nel tempo. Un'organismo già in difficoltà a gestire i normali scarti metabolici avrà maggiore difficoltà a diminuire il volume degli adipociti e la fibro-sclerosi del tessuto connettivo.

