Tartarughe italiane: guida alle tartarughe

tartarughe_italiane_guida_tartarughe

Tartarughe italiane: guida alle tartarughe

Chi di noi non ha avuto almeno una volta da piccolo o da grande una Tartaruga od una Testuggine? Probabilmente nessuno poiché sono animali sia amati sia commercializzati. Vi mai siete chiesti cosa siano le tartarughe? Beh proviamo a fare chiarezza sull’argomento.

Testuggine o Tartaruga

L’ordine dei Cheloni (tartarughe e testuggini) comprende rettili dotati di struttura protettiva rigida dorsale detto carapace e ventrale detto osteoderma. Esistono sia specie carnivore che erbivore, ma tutte depongono le uova in ambienti asciutti e protetti e tutte respirano aria, la maggior parte, ma ad esempio non le testuggini marine possono anche ritirare capo ed arti dentro il carapace per proteggersi.

Molti pensano che testuggine e tartaruga sian sinonimi, in realtà sono termini che indicano famiglie diverse di Cheloni (l’ordine di rettili a cui appartengono ambedue), nella fattispecie le testuggini sono per l’appunto i cheloni terrestri (quelle volgarmente chiamate tartarughe di terra) e marini, mentre le tartarughe sono cheloni d’acqua dolce.

Tartarughe italiane: Quali specie vi sono in Italia?

In Italia abbiamo cinque specie di cheloni, (tre Testuggini e due tartarughe) e sono le seguenti:

  1. Testuggine marginata (Testudo marginata): E’ un rettile grande, convesso con carapace ovoidale e margine sulla parte posteriore, come potete vedere in foto, è di colore scuro, si nutre principalmente di piante succose della macchia mediterranea. Vive nei paesi affaccianti sul mediterraneo orientale, ma esistono anche popolazioni selvatiche in Sardegna e Calabria introdotte dagli antichi colonizzatori per fine alimentare. Raramente compare nel commercio di animali d’affezione anche perché ha un carattere irascibile e tende a soffiare se approcciata. E’ associata alla macchia mediterranea e va in letargo sotto terra
  2. Testuggine di Herman (Testudo hermanii): E’ la tipica “tartaruga” di terra con carapace convesso bombato colorato di giallo a reticolo nero con disegni a forma di “E” sul dorso, l’osteoderma (la piastra ventrale) è giallo con tasselli neri, si nutre di vari tipi di piante, vive nella macchia mediterranea di tutti i paesi affacciati sul mediterraneo, ma in Italia è più comune lungo la costa meridionale e isole. Viene massicciamente allevata come animale d’affezione e difatti anche lontano dalla costa vi sono esemplari in giardini, cortili o rinselvatichiti in prati e campi. Ha carattere docile e raramente soffia se approcciata
  3. Testuggine greca (Testudo graeca): Si tratta di una “tartaruga” di terra simile alla specie descritta sopra, ma con differenze anatomiche come l’assenza del disegno a forma di “E” sul dorso ed altre piccole differenze. Vive nel Medio Oriente e Grecia, ma li antichi la introdussero in Puglia e Calabria dove ancora sopravvive in basso numero. E’ associata alla macchia mediterranea ed erbivora come la specie precedente. Raramente compare nel mercato di animali d’affezione perché è abbastanza fragile … .
  4. Tartaruga palustre (Emys orbicularis) e Tartaruga palustre siciliana (Emys trinacris): Si tratta delle uniche due tartarughe native dell’Italia, sono molto simili tra se, ma la prima specie vive in tutta Europa (ad eccezione di Scandinavia e isole Britanniche) e Italia peninsulare, la seconda vive solo in Sicilia. Sono animali grandi, tozzi con occhi bianchi, carapace verde scuro o marrone cn macchie gialle come stelle nella prima specie, bianche nella seconda, la coda è lunga e si vede assai bene. Sono tartarughe carnivore e si nutrono di vari animaletti acquatici, ma anche vegetazione. Vivono in paludi, laghi, stagni, torbiere e fiumi lentici e sono ambedue in declino per l’enorme cementificazione che colpisce l’Italia e la competizione con le tartarughe d’acqua straniere …. . Non è consentito allevarle come animali d’affezione perciò non si trovano in commercio.
  5. Tartaruga dalle orecchie rosse (Trachemys scripta elegans): La conoscete tutti è la tipica tartarughina che vendono ovunque attenzione però che cresce fino a divenire una bestia di 1 metro di lunghezza. Possiede carapace verde scuro senza macchie, coda corta ed orecchie di colore rosso (o giallo la sottospecie nominale che non si importa più). La specie e tutte le sue sottospecie è nativa del sud est degli USA, ma poiché viene massicciamente allevata è comparsa oramai in natura a seguito di abbandoni in varie zone del mondo, compresa l’Italia dove è più o meno ovunque… . Specie carnivora vorace pone un pericolo per anfibi e compete con le Tartarughe native per termoregolare (prendere il sole) su rocce o tronchi affioranti dall’acqua. Vive in paludi, fiumi, laghi, stagni, vasche, insomma ovunque stagni l’acqua.

Altre specie allevate occasionalmente sono le Graptemys sp che sono sempre Tartarughe native del sud est degli USA caratterizzate da cresta ossea sul carapace di colore blue o persino (illegalmente) la Tartaruga alligatore (Macrochelys temminkii) ed azzannatrice (Chelydra serpentina) due Tartarughe americane pericolose perché di grandi dimensioni e con becco osseo in grado di recidere anche braccia umane, il cui possesso e commercializzazione è illegale in Italia in quanto considerate animali pericolosi.

Conclusioni sulle tartarughe italiane

Per finire è bene sempre ricordare che una tartaruga come qualsiasi altro animale, non è un giocattolo da regalare senza criterio e poi abbandonare alla prima occasione, ma un essere vivente con proprie esigenze, proprie personalità e propria dignità.

 

 

Tartarughe italiane: guida alle tartarughe, autore: redazione

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *