Il fluoro fa bene ai denti? La risposta e’ no!

denti fluoro

Del fluoro e del suo utilizzo nei dentifrici  ci siamo occupati già in precedenza, ora vi propongo un articolo trovato in rete, particolrmente critico. Queto articolo svela i più torbidi retroscena di una decennale vicenda di interessi e collusioni. Trovo interessante segnalare la presenza di questo articolo in svariati siti, tuttavia mi è stato impossibile risalire alla fonte originale, ma solo all’ ultimo di una lunga serie di link non validi… Forse un argomento troppo spinoso?

 

 

 

Il fluoro :  una delle sostanze più tossiche esistenti al mondo.

Milioni di individui in tutto il pianeta avrebbero, secondo alcuni esperti, subito gli effetti devastanti di una delle sostanze più tossiche esistenti al mondo: il fluoro.
Secondo questi studiosi la somministrazione sarebbe avvenuta in maniera totalmente trasparente ai cittadini, ossia tramite l’immissione di questa sostanza negli acquedotti urbani. C’è da premettere che il fluoro è più tossico del piombo e che produce effetti devastanti sul corpo: tumori e fragilità ossea sono solo alcuni esempi.

Il fluoro è famoso: appare sistematicamente nei dentifrici, spacciato come baluardo all’insorgere della carie dentale. La pubblicità mette in risalto l’efficacia dei prodotti dentali contenenti Fluoro, ignorando il pericolo che esso potrebbe rappresentare Eppure si sa che la sua assimilazione provoca disturbi fisici e psichici non indifferenti, mentre il fatto che venga addizionato all’acqua potabile rende impossibile la valutazione delle dosi assimilate.

È necessario fare un passo indietro, sino alla Seconda Guerra Mondiale:

Oltre i morti in combattimento, nei campi di sterminio e ai lavori forzati, milioni di innocenti perirono a causa della scarsità di cibo, per le precarie condizioni igieniche, e per le disumane condizioni di sopravvivenza. Ma un altro inquietante fattore si somma ai precedenti: la somministrazione sperimentale sui prigionieri e sui deportati, di una “sostanza chimica” che portava ad una sorta di sudditanza psicologica. Fu dapprima intuito e poi sperimentato che il fluoro “addormentava” la psiche umana, rendendola più docile e sottomessa.

Le malvage menti del Reich, dovendo trovare un sistema per somministrare il fluoro a tutti i prigionieri in maniera piuttosto veloce, pensarono di immetterlo nell’acqua potabile. Il suo effetto era così efficace e duraturo che, ancor prima della fine delle ostilità, alcune aziende chimiche decisero di produrne dei quantitativi industriali da usare dopo la guerra per continuare ad assoggettare le popolazioni dei paesi conquistabili dalla Germania. Parallelamente, durante e dopo il conflitto, vennero condotti studi negli Stati Uniti per cercare di comprendere come i nazisti riuscissero a controllare le menti dei prigionieri. Si scoprì che c’era stato un fitto scambio di informazioni tra nazisti e Unione Sovietica sia dal punto di vista strategico sia da quello militare e che i Russi avevano appreso velocemente la lezione dei Tedeschi.

Le indagini americane andarono avanti fino a rilevare presunte collusioni internazionali con le industrie tedesche che producevano fluoro; prova ne sia che gli stabilimenti di tali industrie furono risparmiati dai bombardamenti. Le ragioni di questa linea dei vertici militari risiedono nel fatto che gli Stati Uniti erano fortemente interessati ad una strategia di controllo demografico. Inoltre era ormai risaputo che ingenti finanziamenti erano stati stanziati proprio a favore di tali società tedesche, ovvero che una forte spinta economica aveva giustificato la mancata azione militare.

I due terzi di tutta l’acqua potabile degli USA è addizionata con Fluoro.

In Italia non ci sono al momento statistiche ufficiali della sua diffusione La molla che fece scattare definitivamente il meccanismo del dubbio, in merito all’utilizzo del fluoro, fu la vicenda della società americana Alcoa.

La Alcoa produceva alluminio puro attraverso fluoruro di alluminio, sostanza di scarto, priva di qualsiasi valore, ma anche tossica e in grado di provocare danni anche a livello ambientale. Così si era provveduto a trasformare residui in fonti di guadagno. Quasi contemporaneamente si scopriva che il fluoro era molto efficace per combattere la carie; ormai la giustificazione dell’utilizzo del fluoro era cosa fatta.

Negli Stati Uniti la situazione non era certo migliore. Nel 1944 un incidente ad uno stabile industriale di Deepwater, nel New Jersey, provocò un disastro ecologico. L’industria stava producendo migliaia di tonnellate di fluoro per rifornire il “Progetto Manhattan”, struttura che si occupava di progetti militari avanzati. Quell’anno gli agricoltori denunciarono “strani fenomeni” sui loro campi di pomodori: le colture sembravano come arrugginite. I contadini del New Jersey si lamentavano: “Qualcosa qui intorno sta bruciando i nostri raccolti” e a ragione, giacché, alimentandosi dei loro prodotti, erano stati costretti a ricorrere a cure mediche. Mildred Giordano, all’epoca ragazzina, racconta: “ricordo che i nostri cavalli erano ammalati, troppo deboli per lavorare, le mucche erano come paralizzate e non riuscivano a reggersi in piedi”. I contadini non potevano saperlo, ma quella zona era stata sotto la custodia del Manhattan Project, come avrebbe confermato in un’intervista Philip Sadtler, dei laboratori chimici Sadtler di Philadelphia; qualche settimana prima della sua morte egli rivelò di aver condotto personalmente le prime indagini sul luogo.

In una lettera datata 27 Agosto 1945 inviata dal capo supremo del Manhattan Project, il Generale Leslie R. Groves, al Comando Generale delle Forze Armate al Pentagono affermava: “Come richiesto dal Segretario della difesa, il Dipartimento dell’agricoltura ha acconsentito di collaborare alle investigazioni sui danni alle coltivazioni attribuite agli scarichi degli stabilimenti operanti in connessione con il Manhattan Project”.

Il 1 Marzo 1946 il Dottor Harold C. Hodge, caposettore sugli studi tossicologici del Manhattan Project, scrisse un memo segreto indirizzato al suo capo, il Colonnello Stafford L. Warren, il quale comandava la sezione medica. La lettera riguardava “I problemi associati alla contaminazione da fluoro dell’atmosfera in determinate sezioni del New Jersey” e recitava: “Sembrano esserci quattro problemi distinti connessi alla contaminazione: 1) Danni al raccolto di pesche della zona nel 1944. 2) Un elevato contenuto di fluoro nei raccolti di verdura. 3) Un alto tasso di fluoro riscontrato nel sangue degli abitanti residenti nella suddetta area. 4) L’aumento delle intossicazioni da fluoro dei cavalli e del bestiame. C’erano responsabilità ben precise e qualcuno avrebbe dovuto rispondere del proprio operato. I risultati degli studi americani condotti sul fluoro furono classificati “secret” per ragioni di sicurezza nazionale. Perché?

Un sotto-progetto del “Manhattan Project” era il “Programma F”, che non si accontentava di somministrare il fluoro solamente a persone e animali, come nel caso del New Jersey, ma ne studiava gli effetti in un’ottica di impiego bellico.
Per conto del Programma F, con la collaborazione del Dipartimento della Salute, ed in particolare del dottor David B. Overton, capo del dipartimento degli studi pediatrici di Newburgh, vennero analizzati i tassi di fluoro contenuto nel sangue e nei tessuti dei cittadini contaminati, presso l’Università di Rochester. Il rapporto finale del progetto, pubblicato nel 1956 sul giornale dell’associazione medici dentisti concludeva; “piccole concentrazioni di fluoro non sono pericolose per l’uomo”. In pratica se ne leggittimò l’uso.

Fluoro e Carie dentale

Gli studi epidemiologici odierni condotti su acque fluorate negli USA dimostrano, invece, che il fluoro talvolta non sortisce alcun effetto contro la carie, anzi, in taluni casi la aggrava. Durante la Seconda Guerra Mondiale i nazisti sperimentarono l’uso del Fluoro sui deportati provocandone una sorta di “sudditanza psicologica” I danni più visibili sono le macchie bianche sui denti, ma quelli a livello fisiologico sono peggiori. La situazione attuale non è tranquillizzante. Circa i due terzi di tutta l’acqua potabile degli Stati Uniti è fluorata, resistono solo alcune contee che non ne hanno ancora regolamentato l’uso. I dentifrici di tutto il mondo sono pieni di fluoro, e siamo bombardati da spot televisivi che ne tessono le lodi. Questo è un assurdo, perché il fluoro è un veleno potentissimo, un cosiddetto “veleno citoplasmatico”.

All’atto pratico stiamo subendo un vero e proprio avvelenamento legalizzato. Gli effetti dei fluoruri infatti, oltre a rompere le catene del DNA e RNA formando legami con i loro gruppi amidici e quindi risultando dannosi per la sintesi proteica e teratogeni, bloccano gli enzimi legandosi ai coenzimi al posto del Magnesio e del Fosforo. Il professor Steyn, farmacologo e tossicologo del dipartimento per la salute della Repubblica del Sud Africa, afferma: “I fluoruri sono fra i più potenti veleni enzimatici ad ampio spettro. Bloccano l’enzima lipasi ad una bassissima concentrazione, causano disturbi enzimatici scatenanti molteplici malattie, come allergie, arteriosclerosi, osteoporosi, tumori, oltre a malformazioni fetali”. L’accumulo di fluoruri nel corpo può essere considerato concausa nell’insorgere di malattie come il mongolismo, alterazioni cromosomali, labbro leporino, inoltre c’è una stretta correlazione nei bambini con danni ai denti causati da fluorosi e le malattie cardiache; in quanto il fluoro sottrae il calcio alla sua funzione di mediatore delle contrazioni cardiache. Secondo alcuni esperti tedeschi, piccole dosi di fluoro facilitano l’insorgere di tumori.

Nelle industrie dove c’è molta polvere di fluoro, i tumori polmonari sono più alti. In una miniera di fluorspato del Newfoundland (isola dell’Est Canada) dal 1933 al 1951 circa il 21% dei lavoratori furono uccisi da cancro polmonare. L’uso del fluoro nell’acqua potabile rappresenta un pericolo per le popolazioni di tutto il mondo, un pericolo che va fermato. Provoca gravi danni fisici e costituisce un mezzo di somministrazione di massa che ci riporta indietro di 60 anni, all’epoca delle sperimentazioni dei nazisti e delle loro disumane metodologie.

Ci sono evidenze storiche che mostrano accordi tra il governo americano e il regime di Hitler per il finanziamento del progetto della fluorizzazione delle acque dei paesi conquistati per renderli docili al controllo e alla dittatura.

I fluoruri sono dei materiali di scarto di molte industrie chimiche e la loro sicura distruzione ha dei costi cos” elevati che hanno costretto i “poveri industriali ad industriarsi per trovare una soluzione alternativa e più economica!”. E così, una sostanza tossica di scarto è stata trasformata in una fonte di immensi guadagni.

Oggi il fluoro viene utilizzato per la realizzazione dei seguenti prodotti:

1) Refrigeranti e propellenti
Il risultato è un bel buco nell’ozono e un’ulteriore inquinamento grazie al naturale riciclo delle piogge che riportano sulla terra e quindi in tutto quello che mangiamo e beviamo le sostanze dannose che immettiamo nell’aria.

2) I Farmaci
Per incrementare la biodisponibilità degli ingredienti contenuti nei farmaci, molti prodotti delle case farmaceutiche vengono alogenati. La proclamata intenzione dei farmacologi nell’additivare di floruro un prodotto, è di potenziarne ulteriormente l’attività metabolica, e perciò le sue proprietà terapeutiche. Ma, potenziando l’effetto del rimedio, verranno anche aggravati gli effetti collaterali e l’industria “terapeutica” guadagna soldi da due parti: dal trattamento della malattia originale e, di conseguenza, dal dover poi porre rimedio agli effetti collaterali provocati dal trattamento stesso.

3) Tranquillanti
La maggior parte di questi sono agenti anti-colinergici e agiscono sul sistema nervoso centrale causando depressioni cardiache e respiratorie. Effetti: consenso, letargia, apatia e… stupidità da fluoro! Della serie fate di me quello che volete!

4) Analgesici, ovvero incoscienza al fluoro
Come per i tranquillanti alogenati anche gli analgesici sono quasi tutti anti-colinergici e gli effetti sono gli stessi.
Vi sono studi scientifici che dimostrano come la discendenza degli anestetisti ha un numero di difetti di nascita superiore alla media.

5) Sterminatori Fluorurati
Come al punto 3 e 4 i gas chimici per uso bellico sono alogenati. I gas per l’ordine pubblico, i gas lacrimogeni sono alogenati e i mortali gas nervini come il Soman e il Sarin sviluppati in Germania (usati daurante la seconda guerra mondiale nei campi di sterminio) sono entrambi fluorurati. La morte immediata dovuta all’esposizione di questi gas è il risultato del blocco istantaneo della catalisi e dell’azione dei nervi, causando un effetto anti-colinergico (blocco enzimatico) e la conseguente cessazione delle funzioni del cuore e dei polmoni.

La nostra società continua ad essere “bombardata” da sostanze dannose che ci vengono vendute come rimedi per questo e quell’altro problema o come sostanze miracolose, arrivando addirittura all’immissione di queste sostanze nelle nostre tubature dell’acqua per renderle alla “portata di tutti” raggirando in modo subdolo e meschino la libertà di scelta dei consumatori: consumatori lo siamo tutti, lo è anche il barbone che si disseta bevendo “ignaro” alle fontanelle comunali poste nel giardino dove risiede.

I legami tra la Colgate e il “controllo della mente” è stato precedentemente menzionato. La reputazione della compagnia con il fluoro come ingrediente del dentifricio è una leggenda della propaganda, specialmente in Kenia, dove il divieto delle pubblicità televisive sui dentifrici al fuoro portò la Colgate a produrre straordinarie persuasioni pecuniarie per preservare lo status quo dei vantaggi per l’azienda. Quando la corruzione ufficiale sulla fluorizzazione venne alla luce in Nuova Zelanda, uno “studio scientifico” venne rapidamente eseguito per cercare di giustificare le pretese originarie governativo-industriali, ed aggiustare il danno fatto all’impero del fluoro.

Fonte: semprevigili.blogspot.it/

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