Consigli nutrizionali per anziani e conclusioni alimentari nella terza età

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L’ultima parte della serie di articoli dedicati alla terza età, in cui saranno tratte le somme sui suggerimenti nutrizionali e alimentari per gli anziani e sulle possibili scelte per migliorare il proprio stile di vita.

Conclusioni e suggerimenti nutrizionali in età geriatrica (Quarta Parte)

Come già detto possiamo in maniera approssimativa distinguere almeno due tipologie di anziani: l’anziano “anagrafico” e l’anziano biologico “fragile” per i quali l’approccio nutrizionale è sostanzialmente diverso. Nell’anziano anagrafico l’alimentazione avrà come scopo quello di favorire un “succesful aging” tenendo conto dei cambiamenti fisiologici, già citati in precedenza, che accompagnano i fenomeni dell’invecchiamento. Sarà quindi necessario un progressivo cambiamento delle abitudini alimentari e dello stile di vita dell’anziano caratterizzate da:

  • riduzione dell’apporto energetico ( a scapito in particolare di dolci, grassi di condimento ed alcool )
  • mantenimento di un apporto in nutrienti non energetici adeguato in particolare nei riguardi di quei nutrienti:  
  • il cui apporto è risultato scarso nelle indagini epidemiologiche ( Zinco,magnesio, Selenio, vitamine C, D, E e del gruppo B )
  • il cui fabbisogno è tendenzialmente aumentato in età senile ( Calcio nelle donne, proteine )
  • il cui apporto è risultato efficace nel ridurre l’incidenza o la gravità di malattie cronico degenerative ( Potassio nell’ipertensione arteriosa, Cromo nell’alterazione del metabolismo glucidico )
  • aumento dell’attività fisica, al fine di prevenire o ridurre la portata della sarcopenia, aumentare in conseguenza il fabbisogno calorico, non penalizzare in maniera eccessiva l’anziano negli apporti energetici.

Nel caso dell’anziano biologico l’approccio nutrizionale sarà caratterizzato da:

  • valutazione del rischio nutrizionale attraverso strumenti specifici per l’età geriatrica, da inserire nel protocollo di valutazione multidisciplinare del paziente anziano.
  • valutazione dell’introito alimentare  
  • individuazione e trattamento dei fattori di rischio nutrizionale ( depressione, difficoltà nella masticazione e nella deglutizione, perdita dei livelli di autonomia, deterioramento cognitivo, polisomministrazioni farmacologiche, ecc. )
  • diagnosi precoce di uno stato di malnutrizione con procedure specifiche per l’età geriatrica ( antropometria, esami biochimici )
  • supporto nutrizionale al trattamento di patologie tipiche dell’età geriatrica

Concludo questa trattazione sottolineando un ultimo aspetto importante: ogni paziente e ogni persona è un caso specifico e va valutato nella sua individualità. Non vanno mai applicati protocolli standard, va sempre fatta prima una accurata indagine e anamnesi dello stato psico-fisico della persona, e soltanto dopo va applicato un intervento e una terapia nutrizionale. Non affidarsi mai nelle mani di chi non è un professionista e sopratutto mai affidarsi al fai da te o ai consigli di amici, conoscenti e parenti. la Nutrizione è una cosa molto seria e va applicata da un professionista, quindi da un nutrizionista esperto, un medico o una persona con comprovate conoscenze in scienza dell’alimentazione. Tutto ciò che è stato illustrato e spiegato in questo articolo, quindi, va visto come uno schema e un quadro generale, all’interno del quale le soluzioni possono essere diverse a seconda dell’anziano che si ha di fronte e su cui si deve intervenire.

Autore: Gianpaolo Usai

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